Local SEO: 3 aspetti da curare nel posizionamento dei business locali

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Oggi ho il piacere di ospitare sul blog un articolo scritto da Filippo Jatta (alias Jfactor.it), molto conosciuto SEO Specialist che opera dal 2008 nel settore, che riguarda il mondo della Local SEO ovvero come posizionarsi sui motori di ricerca per le parole chiave che contengono il nome di una città o di un paese.

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La Local SEO: consigli pratici per il posizionamento di business locali

La SEO, ovvero quell’insieme di tecniche che permettono ad un sito web di aumentare il traffico proveniente dai motori di ricerca, per quanto possa essere complessa, segue degli schemi ben definiti.

Come insegno nel mio corso di posizionamento su Google, innanzitutto dobbiamo assicurarci che il sito che andiamo a posizionare sia coerente con le query di ricerca.

Successivamente passeremo all’ottimizzazione SEO onpage dello stesso, ovvero al miglioramento della sua struttura e dei contenuti.

In una terza fase, poi, tramite la linkbuilding renderemo il sito autorevole.

Questo vale per tutti i siti web, ma i business locali hanno delle caratteristiche che li rendono unici.

Queste caratteristiche vanno ben studiate e sfruttate per ottenere i risultati desiderati.

 



1) La scheda Google My Business

La prima variabile molto importante da considerare è la creazione della scheda My Business. Questo è uno step molto importante per un business locale, in quanto ci permette di comparire tra i risultati locali, che occupano spesso le prime 3 posizioni in alto.

Una scheda ben curata deve essere completa al 100 percento.

Dobbiamo aver cura di completare ogni singolo campo, come il titolo e la descrizione. E’ bene in tali campi inserire le query fondamentali per le quali vogliamo posizionarci, senza tuttavia ripeterle eccessivamente.

Ricordiamoci di inserire delle immagini ottimizzate, aumentando in questo modo sia il gradimento di Google, che quello degli utenti che la visualizzeranno.

I campi che possono sembrare meno importanti, come gli orari di chiusura, i servizi aggiuntivi, eccetera, sono talvolta ignorati in molte schede.

Compilando anche questi daremo un ulteriore piccolo boost di autorevolezza alla scheda.

Il posizionamento di quest’ultima, tuttavia, dipende anche da fattori fuori dal nostro controllo, come la posizione geografica del business.

 

2) L’utilizzo dei microdati

I microdati sono dei codici che dialogano con Google, agevolando a quest’ultimo la comprensione del nostro sito web.

Tramite https://schema.org/ possiamo implementare all’interno del nostro sito tali microdati. Nel nostro caso dovremo scegliere i microdati per i business locali, anche se ce ne sono moltissimi disponibili, talvolta anche per particolari tipologie di business, come i dentisti.

Una volta inseriti i dati nel nostro sito Google capirà ancora meglio quali sono le caratteristiche del nostro business. Un’alternativa (o un tassello in più da usare) è quello dell’evidenziazione dei dati, disponibile dalla Search Console.

In tal caso, direttamente dal pannello della Search Console, andremo a evidenziare i dati presenti nel nostro sito, indicando a Google il loro significato.

 

3) Localizzazione dei video

Non in molti sanno che anche i video possono essere localizzati.

Anzitutto è bene ricordare che Google ha acquistato YouTube, quindi avere un video embeddato nel nostro bel sito non può fare che bene.

Il video, oltre a essere ottimizzato SEO nelle sue varie parti, come titolo, descrizione, eccetera, può anche essere geolocalizzato.

Per farlo basterà andare, dal pannello di controllo, su “impostazioni avanzate”, e da qui scegliere “località del video”.

Un video ottimizzato a livello locale, con link nella descrizione verso il nostro sito, ci aiuterà ulteriormente nel posizionamento locale del nostro business.

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